Non paga il canone di locazione durante il lockdown? Niente sfratto

Niente sfratto per morosità per i conduttori di attività commerciali che nei mesi di lockdown non hanno potuto aprire le loro attività.

È quanto ha stabilito il Tribunale di Venezia, dovendo decidere sul caso di un proprietario di un bar che non è riuscito a pagare il canone d’affitto durante i mesi di chiusura e si è visto citare in giudizio da proprietario. Ma per il Tribunale di Venezia niente sfratto se la morosità è causata dal lockdown

Infatti, con l'ordinanza n. 5480/2020 il Tribunale non ha convalidato lo sfratto per morosità intimato dal locatore a causa dell'impossibilità parziale di fare fronte al pagamento dei canoni di locazione, conseguente alle restrizioni imposte dalla normativa sanitaria emessa a causa del Covid19.

 

SI ALL’ACCORDO

 

Il Giudice ha anche deciso che è opportuno che locatore e conduttore si accordino per ridurre l’importo dell’affitto relativo ai mesi di chiusura.

Invero se permane la volontà dell’affittuario di proseguire il rapporto di locazione, sarà necessario determinare se e in che misura ridurre i relativi canoni, visto che il mancato pagamento non è dipeso dalla volontà dell’affittuario di non fare fronte ai propri impegni economici, ma da una impossibilità economica legata all'epidemia, che ha dunque causato “un'impossibilità parziale temporanea che giustifica il recesso o la riduzione della controprestazione (canone di affitto) ai sensi degli artt. 1256, 1258 e 1464 c.c.”

Allo sfratto per morosità si deve quindi preferire l’accordo tra le parti sul canone e sulle modalità di pagamento, unico modo per assicurare il versamento delle somme arretrate in ogni caso dovute, e aiutare le attività commerciali, che sono i settori più colpiti dal coronavirus.